Il santuario della Madonna di Monserrato, simbolo di culto

Edificato dal primo governatore della piazza di Lungone nel 1606, in una vallata che ricordava quella di Montserrat, nella Catalogna, nello stesso sito dove sorgeva un tempio etrusco

Il santuario della Madonna di Monserrato è un edificio sacro che si trova a Porto Azzurro. Nel  1606, José Pons y León dei duchi di Arcos, governatore spagnolo di Napoli e primo governatore della piazza di Lungone, fu sorpreso da un'improvvisa burrasca mentre risaliva la costa tirrenica oltre l'Argentario. Il governatore invocò allora "Nuestra Señora di Montsérrat" cui, da buon spagnolo, era molto devoto. E dopo tanto pregare, il vascello approdò nelle acque sicure del Golfo di Porto Longone. Per riconoscenza, Don José fece costruire un santuario dedicato alla Madonna di Monserrato in ricordo di quello omonimo esistente in Catalogna, nei pressi di Barcellona.

Il santuario fu edificato in una valletta del monte Castello, a tre chilometri da Porto Azzurro, sia per la presenza di acqua, ma anche perché il paesaggio  selvaggio e pieno di cime appuntite ricordava al governatore il territorio di Monserrat.

Recenti studi e il ritrovamento di frammenti di ceramiche etrusche ai piedi della collina dove sorge il santuario fanno ipotizzare la presenza, nello stesso luogo, di un precedente tempio etrusco e forse anche romano. Solo nel 1768 fu costruita la parte antistante della chiesa: le pareti interne, scrostate in qualche punto, rivelano tracce di affreschi sottostanti. Don José volle anche provvedere alla dotazione della chiesa col suo testamento del 17 Maggio 1616, e donò anche una copia del quadro  della Madonna Nera.

Il santuario della Madonna di Monserrato ha goduto di fama nel XVII e XVIII secolo, essendo divenuto meta di pellegrinaggio. Nel piccolo convento, attaccato alla chiesa, risiedevano 4 o 5 eremiti. Nel Settembre del 1814, Napoleone in persona, accompagnato da Pons e da Bertrand, volle visitare il santuario. I monaci Agostiniani di Piombino divennero proprietari del santuario, su cui scese lentamente l'oblio, sino alla fine del secolo XIX.

Oggi il santuario è stato restaurato e riaperto al culto e ai visitatori.