La Festa del Cavatore e le origini dell’antico borgo

La rievocazione ricorre ogni anno nella domenica precedente la Pentecoste, con uno spaccato di vita recente che torna alla luce con un commovente rituale

La Festa del  Cavatore  ricorre ogni anno nella domenica precedente la Pentecoste. Si tratta di una celebrazione tradizionale, in memoria degli “omini della vena”, ovvero minatori, cavatori, carrettai e picconieri. Uno spaccato di storia recente torna in luce attraverso la rievocazione fedele di testimoni.

Per ricordare la cosiddetta civiltà del ferro, ogni anno, la domenica che precede la Pentecoste, un gruppo di uomini vestiti da cavatori, all’alba percorre i chiassi (le vie) di Capoliveri con il convio (pasto frugale) nel paniere, intonando la “romanza del cavatore”.

La giornata del cavatore trascorreva al buio delle gallerie o sotto il sole cocente, a cercare la vena migliore, a spezzarla con il piccone, separando il minerale dalla terra di scarto. Poi il caricamento e il trasporto. A tarda sera il salario, composto principalmente da grano, olio o vino. Questa vita durissima viene attualizzata e messa in scena con un rituale sentito e commosso, che comprende la rievocazione storica lungo le pittoresche vie scalinate (tipico elemento urbanistico del borgo), una messa solenne in suffragio dei caduti sul lavoro e la visita guidata all’interno della galleria del Ginevro.

Il tutto accompagnato dalle sonorità delle bande di paese, assaggi dei piatti tipici del cavatore e aperture gratuite dei musei locali.