L'isola di Capraia

Scogliere altissime a picco sul mare e l’aroma di cisto marino che aleggia dalle falesie verso il mare.

L’isola di Capraia è la terza isola dell’Arcipelago Toscano per grandezza. La sua caratteristica forma ellittica è disposta lungo la frattura nella microplacca corso-sarda da cui uscì il magma. Sì, la sua origine è vulcanica e potrete ammirare la suggestiva spaccatura che resta di questo antico vulcano, lo Zenobito. Corroso per millenni dagli elementi a Cala Rossa (parte sud dell’isola), si tratta di un’enorme parete di roccia rossa - un rosso acceso - a picco sul mare.

Come arrivarci? Prendete il traghetto da Livorno, la traversata dura qualche ora. Durante la stagione estiva vengono effettuate gite settimanali in battelli predisposti dalla più vicina isola d’Elba. Avvicinandovi a Capraia ammirerete il suo profilo montagnoso: i picchi più alti sono i suoi monti principali: Monte Castello, Monte Pontica e Monte Arpagna, non più alti di 445 metri. L’isola di Capraia è tuttavia attraversata anche da numerose valli ricche di acqua, di macchia lussureggiante, di corbezzolo, lentisco, rosmarino, lavanda ed elicriso. È tuttavia il cisto marino che regna sovrano e il cui aroma forma un concreto e impalpabile secondo corpo dell’isola.

Tantissimi gli antichi sentieri che uniscono valli, crinali e punti di costa. La vostra sete di esplorazione troverà appagamento in questo territorio ricco di flora, fauna, bellezze paesaggistiche e storia! Abbandonato l’hotel, l’appartamento o il campeggio di residenza prescelto per la vostra permanenza presso l’isola di Capraia, potrete indirizzarvi verso la costa: essa è punteggiata da torri d’avvistamento per i pirati barbareschi, costruite in concomitanza con la Fortezza di San Giorgio, nel XVI Secolo dopo una razzia di Dragut, terribile rais di Solimano il Magnifico. Due piccole pianure la Piana di Santo Stefano e la Piana dello Zenobito, interrompono la morfologia montagnosa e vi faranno prendere un po’ di fiato. Veglierà su di voi la fortezza, che domina il paese di Capraia, unico centro abitato dell’isola.

La conformazione delle coste, testimonianza della sua turbolenta origine. Nella parte occidentale resterete ammaliati dalle alte, altissime frastagliate falesie a picco sul mare, abitate da diverse specie di uccelli che vi nidificano ed intercalate da calette di difficile approdo. Solo Cala del Moretto, del Reciso e del Fondo sono agibili. Le coste della parte orientale invece sono più basse, ma non per questo meno spettacolari: anch’esse caratterizzate da un brusco salto a strapiombo sul mare, sono addolcite dalle spiagge di ciottoli o sabbia, in cui non potrete resistere dal sostare.

Capraia, meta di popoli marinari e degli Etruschi. In tempi antichi l’isola fu presa d’assalto per il legname e tra il I e il II Secolo d.C. i Romani vi costruirono una villa al Porto e abitazioni nella Piana di Santo Stefano. Con l’avvento del Cristianesimo i monaci cominciarono ad abitarci, come testimonia la chiesa di Santo Stefano, distrutta dai pirati saraceni nel IX Secolo e ricostruita attorno al XII Secolo. Capraia infatti fu anche base di appoggio dei pirati nell’alto Mediterraneo che furono poi scacciati dai pisani e ai quali in seguito subentrarono i genovesi nel 1284. I passaggi di mano continuarono fino all’annessione al Regno d’Italia e dal 1996 l’isola fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.