L’Acquario dell’Elba a Marina di Campo

Questo piccolo acquario privato, considerato fra i più completi nel suo genere, è una tappa imperdibile per scoprire (o approfondire) la biodiversità marina del Mediterraneo.

Charlie è una grande tartaruga marina un po’ attempata, della specie caretta caretta, tratta in salvo qualche anno fa da una rete da pesca. Quasi cieca, non avrebbe potuto continuare a sopravvivere in mare aperto ed è quindi ospite fissa dell’Acquario dell’Elba.

Perfettamente a suo agio fra grandi cernie, murene e altri pesci pelagici, conosce a menadito gli spazi della grande vasca in cui abita, e ciò le permette di trascorrere la sua vecchiaia in tranquillità, lontano da pericoli.

Come Charlie, più di 150 specie marine mediterranee popolano le 80 vasche presenti nell’Acquario, ciascuna di esse godendo di habitat diversificati e riprodotti ad hoc. Potrete incontrare razze, pesci civetta, le grandi granceole (che qui chiamiamo margherite di mare), colonie di ascidie e sconcigli, spirografi, pesci balestra, squali, polpi.

Abitò qui, inoltre, il celebre Polpo Paul, l’octapode divenuto famoso per le sue doti indovine, star dei Mondiali di Calcio 2010. E oggi, alcuni dei suoi discendenti continuano periodicamente a “sfornare” centinaia di uova. Una volta schiuse, i piccolissimi molluschi vengono tutti reintrodotti in mare, alla volta delle profondità blu.

L’attenzione all’ambiente è infatti una delle prerogative dell’Acquario dell’Elba: dall’educazione, attraverso gli incontri con le scuole elbane e non, alla conservazione, mediante numerose collaborazioni con svariate associazioni e la Capitaneria di Porto stessa.

Una visita a questa attrazione è sicuramente un’attività divertente e istruttiva per tutta la famiglia. Un’occasione da non perdere per conoscere gli abitanti dei nostri mari.

Una curiosità? L’Acquario occupa, con i suoi mille metri quadrati, l’edificio un tempo ospitava una discoteca. E le vasche, costruite tutte artigianalmente e riempite con più di 250 mila litri d’acqua di mare, includono le vecchie colonne e le strutture portanti. Cercate la scala antincendio ad esempio, tra le Orate e le Spugne, satura di incrostazioni come fosse quella di un relitto